










GITE SOCIALI
2011
23/4:
Gita esplorativa a Nucetto, tra boschi e miniere,
conclusa... con una grande tavolata!
Estate:In
cerca del fresco, si sale al Colombard e si ripercorre la Via del Sale.
2010
Pasquetta in cava: prima uscita
secondo la
tradizione fuoristradistico-mangereccia.
La Via del Sale: partiti con le
migliori intenzioni, il maltempo convince i nostri eroi a rinunciare al
secondo giorno in quota.
Gita a Val d'Isére: dopo il gran
caldo estivo, il gran freddo in quota, a cui resisteranno solo i più
forti......
2009
1/3 Gita a Villastellone:
mettiamo alla prova l'abilità di nuovi giovani
navigatori.
30/5 - 2/6 Weekend in Corsica con Stefano C. & family, Ale & Vale,
Giacomo & Fabio, Presidente & consorte + vari amici C.M. incontrati ed
incrociati
Dopo un trasferimento in traghetto in ordine sparso, dopo una nottata
variamente sistemati (chi in tenda, ma senza tenda, chi in hotel) scendiamo
verso la spiaggia di Saleccia; dopo pranzo ci trasferiamo a Loto. I
campeggiatori si fermano nel deserto e, il giorno dopo, sorpresi da una
fitta pioggerellina, ci ritroviamo a Bocca di Vezzu, all'inizio dello
sterrato. Percorsi pochi km, il solco che già lo scorso anno ci aveva messi
alla prova, accentuato dalla pioggia battente, ha la meglio su Stefano e
Giacomo; Alessio segue il Presidente finché incrociamo uno dei gruppi C.M.
che risale; a quel punto il diluvio ha la meglio e ripariamo ad Ile Rousse.
Persino i campeggiatori più accaniti si adattano ad una notte in hotel
(preceduta da solenne mangiata di pesce) e poi... l'ultima mattina prima di
partire... un sole abbagliante ci fa marameo mentre aspettiamo il traghetto
del ritorno.
21/6 Alto e Basso Canavese:
Giro mattutino nei boschi e lunga pausa pranzo alla cava sopra Castelnuovo
Nigra, in compagnia di Mauro.
12/7 Gita al Colombard:
persi nella nebbia, ci riscaldiamo con una grigliata ottima e abbondante
La Via del Sale: Due
giorni sulle Alpi Marittime intorno al Col di Tenda, con pernottamento in
rifugio
2008
Gita al
Colombard:
riprende la tradizione delle uscite a carattere fuoristradistico-mangereccio.
19 -
20/7:
Gita a
Val d'Isère con... il "lungo", il "corto" e il "presidente"
2007
Miniviaggio in Camargue intorno al 1° maggio.
ALBATROS CUP

REGOLAMENTO
Il
Club organizza un trofeo sociale, denominato “Albatros Cup".
La partecipazione è
riservata ai Soci effettivi del Club ed è individuale. Il costo di
iscrizione è fissato in euro ___. Sono previste 4 prove che si
svolgeranno nel corso di gite sociali secondo il calendario già reso
noto ai Soci.
1) Tiro
a segno
I
partecipanti avranno diritto ad effettuare una manche di prova per ciascuna
delle tre specialità.
a)
Tiro con l’arco: tre manches di cinque tiri ciascuna
b)
Pistola ad aria compressa: due manches di otto colpi ciascuna
c) Carabina ad aria
compressa: tre manches di cinque colpi ciascuna
d)
Pistola ad elastico: tre manches di cinque tiri ciascuna
2) Trial
La prova
sarà individuale: su ogni veicolo potranno prendere posto due persone ma il
punteggio verrà attribuito al solo pilota. Diversi piloti potranno
gareggiare utilizzando a turno lo stesso veicolo. Il percorso prevede un
percorso da superare secondo la direzione di marcia indicata
dall’organizzatore, in due manches. La difficoltà dei percorsi sarà indicata
da tre livelli: SUV, fuoristrada di serie, fuoristrada migliorati. I
piloti potranno scegliere liberamente il percorso, fatto salvo che la scelta
di effettuare un percorso di categoria inferiore a quella attribuita al
proprio veicolo comporterà una penalità e, viceversa, si avrà un bonus per
la scelta di una porta di livello superiore.
Prima
dell’inizio della prova, i piloti potranno ispezionare il percorso a piedi.
Penalità
previste:
percorso
di livello inferiore 50 punti
(idem bonus)
retromarcia 1 punto (passo lungo) 2 punti
(passo corto)
fettuccia o paletto toccato
5 punti
fettuccia strappata o paletto abbattuto
10 punti
fermo
macchina per più di 3 "
3 punti
spegnimento motore
10 punti
aiuto
esterno
50 punti
3)
Orientamento
Prova di
orientamento a piedi con l’uso della bussola. I partecipanti dovranno
trovare 3 punti indicati con azimut e distanza rispetto al punto di partenza
e riportarne la chiave entro un tempo massimo di 20'.
4)
Regolarità
I piloti
dovranno percorrere il circuito indicato degli organizzatori alla velocità
media di 25 km/h. Il ritardo e l’anticipo rispetto a tale tempo subiranno le
seguenti penalità:
60 punti
di penalità per ogni secondo di ritardo; 6 per ogni decimo
120
punti di penalità per ogni secondo di anticipo; 12 per ogni decimo.
Ai fini
della classifica generale dell’Albatros Cup, per ogni gara verrà attribuito
un punteggio da 10 a 2 per i primo 9 concorrenti classificati e 1 punto dal
decimo classificato in poi. La partecipazione a tutte le gare comporterà un
ulteriore bonus di 10 punti.
VIAGGI
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TUNISIA
ESTIVA - 2/21 AGOSTO 2010
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Equipaggi: La Maestrina e il Presidente sulla
Regina
Eli e Giacu sulla Principessa
Lunedì 2 - Genova: Ritrovo,
completamento del carico e… si parte! Siamo al porto alle 15,30;
siccome le pratiche di imbarco sono velocissime, ci tocca una
lunga attesa all’ombra; unici fuoristrada: noi e un gruppo di
nove auto con destinazione Algeria. Alle 18, finalmente, El
Venizelos raggiunge il molo. Partenza prevista ore 19,00, ma
alle 18,40 la nave sta ancora scaricando. Ci imbarchiamo intorno
alle 20,30 e si parte quasi subito: siamo proprio pochi. Il mare
è calmo.
Martedì 3 - Tunisi: Nella
notte la nave balla leggermente. Dopo una lunga giornata passata
a bordo piscina, alle 19,15 si devono lasciare le cabine:
dovevamo attraccare 1 h e ½ fa. Scendiamo dalla nave alle 21,30
e passa (ora locale) e troviamo immediatamente l’hotel Lido a La
Goulette ma la via è a senso unico così, per girare intorno alla
fortezza, ci infiliamo nella coda della “movida”. All’hotel
scopriamo che non c’è il parcheggio custodito e per di più c’è
un matrimonio in arrivo e così anche i pochi posti auto davanti
all’ingresso sono occupati; ci fanno sistemare le auto sul
marciapiede di fronte. Cena tardi da “Chez Montecarlo”. Alle
0,30 ci culla la musica dei festeggiamenti delle nozze
accompagnata dal rumore del traffico sul lungomare.
Mercoledì 4 - Gafsa:
Al risveglio c’è il vento. Dopo una veloce
colazione ci avviamo verso Tunisi, dove scopro un ponte "nuovo"
che permette di evitare il traffico del centro. In autostrada
fino a Enfida, proseguiamo per Kairouan dopo una sosta-caffè
sotto un eucalipto. Per strada: giare tinta pastello con
brillantini, negozi vari, molta frutta e uliveti. Arriviamo a
Sbejtla alle 13 circa e, incuranti della temperatura, visitiamo
il sito romano-bizantino di Sefetula nell’ora “migliore”.
Evitiamo l’acquisto di lucerne e monete “romane” e proseguiamo
verso una piazzola ombrosa per il pranzo. Dopo Kasserine e
Feriana il paesaggio muta un po’. Arriviamo a Gafsa e ritroviamo
il Jugurtha Palace con qualche difficoltà ma senza sbagliare
strada; ci godiamo la piscina fino al tramonto. Dopo la cena e
un giro a carambola ci godiamo la serata fresca e gradevole a
bordo piscina; si cominciano a vedere bene le stelle.
Giovedì 5 - Nefta: La nostra
meta sono le oasi di montagna. Per strada troviamo una mandria
di dromedari che si abbevera prima di Moulares. A Mides una
guida simpatica ci accompagna nel giro del canyon e poi in un
inevitabile negozio di collanine e geodi. A Tamerza noi signore
facciamo la doccia nella cascata. Poi Giacu dà un passaggio al
figlio di un ambulante mentre noi lo attendiamo sotto le frasche
di palma, ricevendo in cambio: 4 rose, 4 legni fossili, geodi e
un invito a pranzo (che rifiutiamo). Ci fermiamo invece alla
prima ombra e, mentre azzanniamo panini (h. 14,30), una coppia
di italiani si ferma a fare due chiacchiere. A Chebika il
Presidente dà forfait e si ferma al bar. Noi tre intrepidi
seguiamo il corso d’acqua ma, arrivati all’ultima scalata prima
della roccia spaccata, Eli si arrende, le mie spalle rosse ne
sono ben felici, e anche Giacu confessa di non avere minimamente
intenzione di proseguire. Ci rinfreschiamo anche noi al bar e
poi ... la Principessa non parte più: si è bloccato
l’antifurto; dopo diversi tentativi, riusciamo a scendere oltre
la zona disturbata dalle antenne e così riparte. Sul Chott el
Garsa si vedono dromedari e miraggi. A Nefta la Principessa… non
si chiude più! Così Giacu si ritrova coinvolto in un frenetico
giro di chiamate meccanico-famiglia-casa madre finché ne viene a
capo. Sfruttiamo l’ultima ora di luce nella piscina dell’hotel
Caravanserrail; dopo cena tentiamo di fare quattro passi ma fa
troppo caldo e ci rifugiamo in albergo, anche questo dotato di
biliardo … Trovo un geco sul soffitto della camera; è carino, ma
costringo il Presidente a “convincerlo” ad uscire perché non
potrei dormire col pensiero che mi passeggi sul naso.
Venerdì 6 - Nefta:
Stamattina sveglia presto, colazione lesta e ci prepariamo a
percorrere l’anello su pista da Tozeur verso il sito di Star Wars. Perdiamo di vista Giacu quando inizia la tole ondulè …,
preoccupato per le vibrazioni. Poi ci prende gusto ed arriviamo
facilmente al set di Star Wars. Anche qui il Presidente si ferma
all’ombra a far conversazione con le guide dei desert tours.
Alle 11,00 siamo di nuovo a Nefta, ci infiliamo nel palmeto e
poi sul Chott el Jerid a caccia di miraggi, fino ad un finto marabut che
dovrebbe essere parte del set del film. Dopo un pranzo all’ombra
delle palme, passiamo l’intero pomeriggio in piscina. Stasera in
camera c’è solo un gechino di 3 centimetri e il Presidente si
rifiuta di cacciarlo via. Resisterò?!?
Sabato 7 – Chott el Jerid:
Dopo colazione scopriamo che il frigo è spento e impiegheremo
circa mezza giornata per capirne il motivo e risolvere la
situazione. A Tozeur giriamo prima il mercato alimentare e poi i
negozi di articoli per turisti, quindi andiamo nella medina. Per
caso troviamo il museo, dove una intelligente e simpatica guida,
Suad, ci descrive la vita delle donne ed i lavori femminili;
organizza il mio “marriage berber” col Presidente e ci offre un
suo libro di poesie. Prima di avventurarci sul Chott ci fermiamo
a prendere il fresco da un benzinaio dove cerchiamo anche di
pranzare, a base di pane, frutta e tè verde. Passate le ore più
calde, tentiamo l’attraversamento; andiamo al famoso pullman
dove troviamo ancora il nostro vecchio adesivo, lasciato nel
2003; da oggi ce ne sono due. Ci fermiamo ai banchetti: al primo
scambiamo biscotti con oggetti vari ed assistiamo alla
“creazione” dei geodi viola, dipinti a mano per turisti poco
accorti; al secondo banchetto, invece, tentano di venderci le
rose di sale ma a noi sembrano solo rose salate e veniamo via. A
Kebili imbocchiamo abbastanza facilmente, la pista per El Faouar,
lungo la quale si trova la cosiddetta la Monument Valley. Ci
sentiamo un po’ pionieri mentre guardiamo le stelle cadenti.
Quando andiamo a dormire si alza un forte vento: sarà il
contrasto di temperatura tra il giorno e la notte?
Domenica 8 - Douz: Il vento
dura tutta la notte. Ci alziamo alle 6,30 e facciamo colazione
al riparo della Regina. Partiamo per la pista che passa accanto
ad un pozzo artesiano, ma rischiamo di rimanere insabbiati.
Arriviamo a Douz e ritroviamo il campeggio Desert Club, che è
gestito da un simpatico personaggio e ha i servizi igienici in
ordine. Lasciamo le auto e andiamo in piazza; in cerca di
souvenir esploriamo le varie opportunità, poi perdiamo tempo al
bar dove paghiamo circa il doppio del dovuto per le nostre
consumazioni. Pranziamo al camping, poi inseguiamo l’ombra. Solo
verso il tramonto torniamo a girare per i negozi facendo un bel
po’ di acquisti. La serata è fresca e senza vento.
Lunedì 9 – Ksar Ghilane:
Partiamo con calma, facciamo spesa e rifornimento e ci dirigiamo
verso la pipeline. La intercettiamo ad un caffè. Da lì l’asfalto
della ex-pista ci conduce all’antico pozzo di Bir Soltane e
quindi all’oasi di Ksar Ghilane, previa sosta alla colonna
Leclerc. Andiamo a rinfrescarci nella pozza calda, ci sistemiamo
al camping, poi, verso l’ora tarda, torniamo a fare due
chiacchiere con Fatì il cavaliere berbero, visitiamo tutti i
negozietti, facciamo qualche acquisto, discendiamo una duna con
la padella-slitta; intanto arrivano le carovane di turisti che
osserviamo nel loro approccio con la pozza, mentre loro
osservano noi, nel nostro approccio con la cena al campo. Infine
usciamo dall’oasi al buio per “rimirar l’amor che move il sole e
l’altre stelle”, quelle cadenti.
Martedì 10 – Verso Chenini:
Intorno a noi fervono i preparativi dei gruppi organizzati dei
desert tours. Sono le 6,30 ma riusciamo ad essere pronti solo
alle 8. Troviamo le tracce della pista e le seguiamo fino al
fortino, ma facciamo subito ritorno, prima che la sabbia sia
troppo calda e molle. Si rigonfiano le gomme, socializzando con
le guide. Giriamo nell’oasi, e poi, appena fuori, un numeroso
gregge di pecore nere incrocia una carovana di cammelli.
Intendiamo far passare le ore più calde prima di ripartire, così
alterniamo i bagni nella pozza al pranzo all’ombra delle
tamerici, finché non decidiamo che è giunta l’ora di prendere la
pista vero sud-est fino alla pipeline, che qui non solo non è
più asfaltata, ma è anche piuttosto insabbiata. Dopo parecchi km
di tole ondulè ci accampiamo in un oued, dietro qualche pianta,
spaventando una lepre pallida che fila via. La sera è fresca e
dopo cena osserviamo ancora le stelle cadenti di questa notte di
San Lorenzo, cantando a squarciagola: ci siamo allontanati dalla
pista per non essere visibili ma poi, in questo vasto nulla, fin
dove arriveranno le nostre voci?
Mercoledì 11 - Tataouine:
Niente da fare: anche se si dorme bene al fresco, la sveglia è
sempre troppo presto! Ancora un po’ di pista spaccaossa e
troviamo l’asfalto per Duiret. Poi a Chenini il Presidente, con
la scusa di fare la guardia, evita il giro turistico, mentre noi
seguiamo la guida tra le case scavate nella roccia. A Tataouine
proseguiamo verso lo ksar Ouled Soltane (ingresso libero, uscita
con quadretti ad acquerello). Chiudiamo l’anello passando da Ez
Zarha e visitando ancora ksar Jelidath, non restaurato. Dopo il
pranzo al fresco della camera, si gioca alla “plucca beduina”.
Il Presidente vince la gara dormendo tutto il pomeriggio, mentre
gli altri si godono la piscina. L’hotel Sangho Privilege è forse
il più carino di quelli visti finora. Giacu apprezza il
corridoio dedicato a Rommel, le renard du desert. A me piace
l’arredo sobrio che riprende i colori del paesaggio. Oggi è il
primo giorno di Ramadan, così a cena dobbiamo aspettare che il
personale rompa il digiuno. Dopo cena, volendo uscire in auto
per fare un giro in città, scopriamo una pozza di olio
dell’idroguida sotto la Regina. Il problema non è una novità: ne
avevamo acquistato a Douz ed ora facciamo il rabbocco. La vita
notturna, come immaginavamo, non offre molte sollecitazioni: ci
sono solo uomini in giro, o al bar a bere, o in moschea a
pregare.
Giovedì 12 – Bahiret el Bibane:
Prima di partire facciamo sosta da un meraviglioso
panettiere, nel negozio di alimentari il cui proprietario parla
con accento romanesco e dal fruttivendolo. Oggi faremo il giro
degli ksour. L’itinerario riparte da Jelidath. Prosegue con uno
ksar di forma ellittica (Ouled Mhamed?), poi troviamo
agevolmente le due fortezze appaiate di Beni Mhir. Percorriamo
il lunghissimo corridoio sabbioso dei due granai di Ksar Ouled
Aoun, che si trova al margine della strada, quindi raggiungiamo
lo sperduto Ksar Morrah, abitato dagli asini, nelle cui
vicinanze si trova un insediamento militare. Poi prendiamo una
pista pietrosa tra le sebke che punta verso sud-ovest e troviamo
Ksar Jedid dove dei pastori ne stanno ristrutturando un angolo.
Infine, navigando a occhio e a naso, troviamo anche l’enorme
Ksar Rethbet, abitato dalle capre. Oggi è impossibile anche solo
pensare di fermarsi per pranzo, il paesaggio è piatto e brullo,
il caldo torrido, così ci accontentiamo di un po’ di frutta
fresca... sì, ma sono numerose le soste per risistemare il cavo
elettrico del pannello solare che alimenta il frigo: la polvere
e gli scossoni fanno continuamente saltare il collegamento.
Decidiamo di non sfidare la sorte nel cercare la pista per
Bordji Sidi Toui, e torniamo, su asfalto, verso Tataouine, per
raggiungere Ben Guerdane nel tardo pomeriggio. Davanti ai nostri
occhi si apre la distesa azzurra della laguna di Bahiret el
Bibane, e non è più un miraggio! Percorriamo il tombolo di
nord-ovest fino al villaggio da cui si vede la fortezza di Ahmed
Chaouch, eretta su un isolotto. Torniamo indietro per imboccare
uno sterrato che porta ad una casa; aggirandola, proseguiamo
lungo la laguna fino a trovare uno spiazzo tranquillo e nascosto
dove accamparci. La serata è tranquilla, con un leggero vento.
Ancora stelle cadenti e luci lontane.
Venerdì 13 – Sidi Frej: Al
mattino però le mosche e le vespe ci hanno invaso il campo. Ci
avviamo in direzione di Zarzis e poi per Medenine, Gabes e
Sfax. Il caldo si fa afoso. A Sfax troviamo in fretta il molo
della Sonotrak, compagnia di traghetti per le isole Kerkennah ed
anche la coda x l’imbarco: abbiamo fortuna perché capitiamo
proprio quando la nave sta per partire. Costo della “crociera”:
0,650 dinari a testa + 4,400 ad auto ...! A bordo, un simpatico
cagnolino attira l’attenzione di Eli, mentre le nostre auto
attirano l’attenzione dei suoi padroni, così facciamo conoscenza
con una coppia di Torino, che vive a Tunisi. Grazia e Bruno (e
Ciurma), ci propongono di seguirli all’hotel Cercina a Sidi Frej
(camera sul mare, modesta ma essenziale, 20 dinari a testa).
Davanti all’albergo si fa il bagno in 50 cm d’acqua caldissima
... e si gode un tramonto infuocato. Per cena andiamo a El
Attaya da Chez Najet, che ci offre una di zuppa di vongole e
gamberi e la mechouia casereccia, molto più piccante di quella
che si trova in genere nei locali per turisti.
Sabato 14 – Sidi Frej: I
preparativi dei giovani motociclisti di Catania, nostri vicini,
mi svegliano alle 7,30. Dalla finestra: mare calmo, silenzio,
barche che dondolano pigramente e ... Ciurma che ci chiama dalla
spiaggia. Oggi andiamo in esplorazione: prima tappa sul forte
(il punto più alto delle isole, 13 metri s.l.m.) con annesso
sito romano; seconda tappa su una spiaggia di palme sulla costa
nord-ovest; poi giriamo a caso trovando una depressione salata e
le saline, un porto a nord e, infine, approdiamo su una spiaggia
a nord-est dove, più che il bagno, facciamo un pediluvio e la
pausa pranzo. Prima di cena, una passeggiata sul molo davanti
all’hotel ci serve per fare spazio al polpo con couscous,
sempre da Najet a El Attaya. Dopo cena ci dilunghiamo in
chiacchiere con Grazia e Bruno, grandi conoscitori della
situazione socio-politica della Tunisia. Ciurma abbaia: nella
direzione del suo muso vediamo un enorme scorpione bianco che
corre lungo il muretto di cinta. Secondo le antiche tradizioni,
le donne strillano. Gli uomini corrono... a prendere la macchina
fotografica!
Domenica 15 - Isole Kerkennah:
Oggi coinvolgiamo i nostri nuovi amici in una
“zingarata” sulla costa est; peccato per la bassa marea: acqua
alla caviglia. Pranziamo senza ritegno e poi cerchiamo di
tornare a mollo, con risultati al limite del ridicolo. Più tardi
tentiamo di tornare alla spiaggia delle palme per accamparci, ma
la troviamo troppo ventosa, così decidiamo di tornare sui nostri
passi attraverso il lago salato. Ceniamo tutti insieme, in balia
del vento e delle mosche.
Lunedì 16 - Mahdia: È ancora
buio quando dal minareto sentiamo intonare una melodia triste,
seguita poi dalla preghiera. Noi attendiamo che il sole ci
scaldi le tende. Oggi è velato, così si resiste fino alle 7.
Ancora due chiacchiere e torniamo a Sidi Youssef per imbarcarci
alle 11,30. Una volta sbarcati, la comitiva si dirige verso
l’autostrada e verso El Jem. Qui, alla solita ora torrida,
giriamo rapidamente intorno all’anfiteatro e pranziamo nel
ristorante di fronte, dove il cameriere ci dà prova di essere un
buon intenditore delle nazionalità dei turisti di passaggio. Il
tragitto verso Mahdia è più fresco e veloce. Giriamo intorno
alla fortezza, lungo il cimitero, e poi scegliamo un hotel fuori
dalla zona turistica, piuttosto semplice, ma con aria
condizionata, colazione, parcheggio riservato, a soli 50 dinari
la camera, l’hotel Houria. Al tramonto passeggiamo verso il
centro; passata la fortezza e la porta che va nel suk, ci
fermiamo da Chez Alì - poulet rotì, dove in tre mangiamo
ottimo pollo, ma il Presidente si distingue con una tanto attesa
soup de poisson ... talmente piccante da doverci rinunciare dopo
poche cucchiaiate. Stanchi torniamo in hotel tra insegne che si
riaccendono e ristoranti più vicini che aprono; mare rumoroso,
onde e vento, acqua tiepida ... “finalmente” una vacanza
“come si deve”.
Martedì 17 - Kelibia:
Partiamo lentamente, poi ci fermiamo su una spiaggia per un
caffè con torta; approdiamo a Monastir dove Eli e Giacu visitano
la fortezza, mentre io e il Presidente, che l'abbiamo visitata
in passato, cerchiamo frutta. Un’occhiata dall’auto alla medina
di Sousse, poi, verso Hegla ci fermiamo sulla spiaggia per il
pranzo-merendorio: sono circa le 15,30. Il che significa che,
pur prendendo l’autostrada fino ad Hammamet, dovendo aggirare
Nabeul e percorrere ancora un bel po’ di penisola, arriviamo a
Kelibia che è quasi il tramonto. Avremmo voluto campeggiare ma è
tardi, così ci rifugiamo all’hotel Palmarina, in tempo per fare
ancora un bagno in piscina prima di cena! Ci ritiriamo in camera
sperando di non sentire la discoteca in russo, il traffico, la
preghiera ... infatti si sente solo ... il ronzio del
condizionatore!
Mercoledì 18 - Tunisi: Dopo
la colazione in terrazza, andiamo alla bella spiaggia dopo
l’hotel Going: dunette, sabbia bianca, mare chiaro. Poi ci
spostiamo ad El Hauaria (Cap Bon) dove troviamo la scogliera ed
infine approdiamo ad una caletta frequentata dai pescatori di
polpo, dove restiamo per la pausa pranzo. Ancora un
trasferimento passando dalla strada interna, da cui però si
vedono le dune costiere in lontananza, giusto per metterci sul
gusto e sapere dove tornare la prossima volta e poi, ormai a
Tunisi, Grazia ci accompagna all’hotel Ariha. Peccato che
il parcheggio riservato sia troppo basso, così ci adattiamo sul
marciapiede. Ceniamo con Grazia e Bruno ad un ristorante
sfaxiano in una traversa di av. Bourghiba. In città fa un caldo
umido afoso, si sentono smog e traffico e ci rendiamo conto che
non avevamo alcuna nostalgia per una grande città! L’unica ora
di quiete è dalle 19 alle 20, quando tutti sono a casa per la
rottura del Ramadan ... Durante questo viaggio ho notato molte
ragazza velate molti uomini giovani con la barba e gli abiti
tradizionali; sembra che la Tunisia si stia islamizzando, ma
spero che resti la terra della gente accogliente e gentile che
ho trovato finora.
Giovedì 19 - Tunisi: Oggi ci
dedichiamo ancora allo shopping: prima giriamo per la frip, poi,
tra brocante e venditori di arissa, arriviamo alla medina. Dopo
un ultimo caffè italiano accompagnato da deliziosi dolcini tipo
bugie al miele, ritroviamo la strada dell’hotel Lido. Qui
scopriamo che il parcheggio sul marciapiede è a rischio multa,
anche se ci era stato consigliato in reception; per fortuna oggi
troviamo posto normalmente, davanti all’hotel. Per concludere il
nostro viaggio andiamo a Sidi Bou Said a spendere ancora un po’
dei dinari rimasti! È molto triste dover fare la valigia, ma
domattina dobbiamo essere al porto presto ...
Venerdì 20 - Nave: ... e
infatti alle 8,30 siamo al porto. Le formalità sono,
stranamente, veloci e ci resta poco tempo per le ultime
bancarelle. Ma partiamo ugualmente in ritardo. Poi ci annoiamo
al caldo torrido del ponte piscina, sonnecchiamo in cabina fino
ad ora di cena, quando ci tocca il secondo turno, dato che noi
non facciamo il Ramadan.
Sabato 21 – Genova:
Alle 8,00 una terra
compare davanti a noi: speriamo sia la Corsica, che già così non
credo abbiamo recuperato l’ora e mezza di ritardo. Infatti,
attracchiamo intorno alle 15,30. Per fortuna siamo tra i primi
ad uscire, così nel serpentone che precede i controlli doganali
facciamo abbastanza in fretta ... Ma che fretta avremo mai di
ritornare a casa?
Viaggio organizzato con il
supporto di Fuorirotta
“Viaggio in Barberia” di Luciano
Bianciardi
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LA NOSTRA
NAMIBIA
17 luglio - 3 agosto 2009
by la Maestrina & il
Presidente
17 luglio -
Francoforte: Torino - Linate
- Francoforte...
18 luglio - Windhoek:
L'autista dell'autonoleggio ci porta alla sede dell'agenzia a
recuperare il mezzo; troviamo anche la referente namibiana dell'agenzia
di viaggio e troviamo persino l'hotel da soli!
19 luglio - Etosha:
Partiamo prestissimo per la tappa più lunga.
Okahandja, Otjiwarongo e Otavi; dopo Tsumeb facciamo una brevissima
sosta al lago Otijkoto; attraverso il Von Lindequist Gate entriamo ad
Etosha. Ci danno il benvenuto due giraffe e tre gnu, prima di
arrivare a Namutoni.
20 luglio - Etosha:
6,30: stiamo già smontando il campo.
Fisher's Pan e poi verso
Halali. Lungo la tappa sostiamo presso varie
pozze: un branco di elefanti con zebre, kudu, e springbok ci sorprende a
Kalkheuwell, mentre Okerfontein ed Etosha Lookout ci offrono i loro
incantevoli miraggi. Lungo le piste si vedono struzzi, dik-dik, buceri,
ghiandaie pettolilla, orici, ... Al campo di Halali rimaniamo parecchio
in attesa al Moringa waterhole dove, dopo cena, ci onora della sua
presenza una ... iena "bevens".
21 luglio - Etosha:
Riettfontein, Sueda, Charittsaub; prima di
Salvadora, un'incredibile quantità di zebre invade la pista. Ad
Okaukuejo fanno gli onori di casa tre elefanti, numerose antilopi,
zebre, sciacalli, uccelli canterini. Usciti da Anderson Gate,
proseguiamo verso sud, fino al Toshari Lodge.
22 luglio - Hobatere:
Verso Kamanjab, costeggiamo la recinzione di
Etosha e raggiungiamo il rustico Hobatere camp: zebre al waterhole,
procavie timide e curiose; quando cala la notte, tutto diventa più
inquietante e cominciamo a respirare veramente l'aria selvaggia
dell'Africa, lasciandoci cullare dagli ululati degli sciacalli nella
valle dietro il campo (che, a differenza di quelli dentro il parco di
Etosha, non ha recinzioni!!!).
23 luglio - Kaokoland:
Tra villaggi e vacche al pascolo, fino ad
Opuwo dove ci fermiamo al supermarket, tra donne himba e venditrici di
souvenir artigianali; sterrato per Sesfontein, tra baobab e boschetti,
alla ricerca della deviazione per Camp Aussicht... un bel pezzo di vero
4x4: 40 minuti per 7 km di salita tra sassi di diorite e spine. Gli
amici inglesi del gestore del campo ci accolgono calorosamente, si
assicurano che abbiamo capito come accendere lo "scaldabagno" a legna,
ci danno indicazioni "turistiche" e ci consigliano una passeggiata al "wiewpoint"
per assistere ad un "romantic sunset" in cima alla collina, sull'albero
su cui è stata installata una panca e da cui si gode di un panorama a
perdita d'occhio sulle colline circostanti, dove il campo è l'unico
segno di presenza umana.
24 luglio - Sesfontein:
Verso Sesfontein; la strada è tutta un
dosso, c'è persino un pezzo asfaltato, per permettere ai mezzi di
superare la pendenza; un altro tratto è molto dissestato ma noi non ci
arrendiamo e ci godiamo un "buon" caffè all'ombra del patio del forte.
Cascate di Ongongo: un vero miracolo della natura, in un paesaggio così
arido, ci sono persino le tartarughe! Rientriamo a Camp Aussicht dove
siamo gli unici ospiti e per questo ci spostano nella piazzola migliore:
quella con balconata panoramica; visitiamo la miniera di diorite con
tanto di colonia di pipistrelli, guidati dall'inglese che ci racconta la
storia della famiglia del proprietario, con soste botaniche e zoologiche
e parentesi antropologiche... almeno credo (il mio inglese...)!
Entriamo nel recinto dei "pulcini" di struzzo e, prima che me ne
accorga, ho un pezzo di pane in mano e lo struzzino (1,80 m) me lo becca
via con entusiasmo. Visitiamo il minimuseo che contiene alcune pregevoli
pietre dure e alcune interessanti, sebbene primitive, statuette himba in
ocra rossa.
25 luglio - Damaraland:
Il proprietario del campo e della miniera,
l'erede dei mitici coloni, rientra al campo in tempo per salutarci.
Sulla pista troviamo diverse "droppings" di elefante e poi, a metà tra
strada tra Sesfontein e Palmawag, in corrispondenza di piccoli corsi
d'acqua, incontriamo i nostri primi babbuini. Montagne del Damaraland
fino alla foresta pietrificata; Aba Huab, campo gestito dalla comunità
locale.
26 luglio - Twyfelfontein:
Organ Pipes e Burnst Mountains; sito
rupestre di Twyfelfontein. Bighellonando intorno al lodge ed al suo
aeroporto vediamo in lontananza... una sagoma... come di felino... ma
sì! Il binocolo ci conferma che un ghepardo ci ha attraversato la strada
e si è inoltrato guardingo nell'erba alta a pochi km dall'insediamento
turistico. Giro guidato nel letto del fiume in secca, alla ricerca dei
mitici elefanti del deserto; mentre ci dirigiamo verso la collina del
tramonto, ecco materializzarsi il branco di Oscar con due piccoli di
pochi mesi, diverse femmine, giovani di dimensioni medie e due
giganteschi pachidermi poco ospitali che si lasciano però fotografare
per qualche minuto e poi si dirigono proprio nella nostra stessa
direzione di marcia. Dobbiamo aggirarli da lontano ma il brindisi finale
è più che meritato!
27 luglio - Brandberg:
Sosta ad Uis Mine: due benzinai, un
supermercato, un ufficio turistico all'incrocio di due piste. Verso la
Spitzcoppe, ma dopo pochi km puntiamo verso il massiccio della
Brandberg; White Lady Lodge ... sarà la Croce del Sud quella lì che ogni
notte sta sempre lì... a sud? Perché "Croce"? A me sembra un aquilone!
28 luglio - Skeleton
Coast: Aggiriamo la Brandberg. Ci
sono molte welvistchia e il paesaggio è sempre più lunare, con linee di
stratificazione sempre più complesse e ciottoli sempre più taglienti.
Dopo circa 150 km ecco apparire la distesa bianca, salata e nuvolosa
della costa, 40 km a sud del parco della Skeleton Coast
dove le località
non hanno un nome, solo una distanza dalla "civiltà", come il campo di Mile 108. Cape Cross e le sue otarie (gli unici leoni che riusciremo a
vedere: quelli marini!); dopo Henties Bay un relitto sul bagnasciuga; a
Swakopmund ritroviamo i comfort della "civiltà".
29 luglio - Sandwich
Harbour: Il titolare della
Turnstone Tour ci viene a prendere, carichiamo una famigliola inglese,
sosta a Long Beach (brutto agglomerato di seconde case di sudafricani),
richiediamo il permesso a Walvis Bay, e iniziamo la corsa sul
bagnasciuga verso lo spettacolo stupefacente della laguna: dune
altissime, vegetazione inaspettata e colonie di uccelli marini. Proviamo
ad arrampicarci sulle dune, assaggiamo i succulenti rametti dei cespugli
di !nara che sopravvivono assorbendo la nebbia, osserviamo alcune foche
che giocano nell'acqua bassa e poi, durante il pranzo, arriva la
nebbia... la fonte di vita del Namib... accompagnata da un vento gelido;
al ritorno, sulle dune alte, perché la marea non permette più il
passaggio sulla riva, scopriamo tracce di sciacalli e di iene e sentiamo
il "canto delle dune"; le saline, l'isola del guano.
30 luglio - Namib -
Nautkluf Park: Welvistchia drive:
il paesaggio lunare lungo il corso del fiume Swakop; il pianoro delle
welvistchia giganti; una pista only 4x4 verso delle formazioni rocciose
particolari e due archi di roccia. In compagnia di una nursery di
struzzi, facoceri, volpi e antilopi, fino al Kuiseb Canyon con la luce
suggestiva del pomeriggio inoltrato. Attraversiamo simbolicamente il
Tropico del Capricorno, superiamo Solitaire (un nome - una definizione)
fino ad Agama River Camp, il campo che si vanta di avere peculiari
servizi igienici a cielo aperto... forse non sanno di non essere così
originali... e poi... col freschetto che fa quaggiù... la doccia
all'aperto dopo il tramonto (ora in cui "danno fuoco all'acqua calda")
non è proprio al centro dei miei sogni!!!
31 luglio - Sossusvlei:
Sveglia prima delle 6 per arrivare alle
grandi dune prima che il sole sia troppo alto. A Sesriem acquistiamo il
permesso ed entriamo nel parco. Tra le dune troviamo... una delle
pochissime strade asfaltate di tutta la Namibia!!!!! Sostiamo alla
mitica duna 45... cos'ha di mitico rispetto alle altre? Forse il fatto
di essere la più vicina alla strada, nonché l'unica su cui sia permesso
salire... comunque il mito si rivela proprio salendo lungo la vertigine
della sua cresta, se poi tira il vento gelido di questa mattina e si
fatica pure a stare in piedi e respirare, se poi ti gelano le mani
mentre scatti le foto, allora il ricordo mitico è assicurato. Alle 9 del
mattino le dune a poco a poco "sbiadiscono": dall'ocra stanno virando
all'arancione, all'albicocca, al giallo-rosa. Gli ultimi 5 km prima di Sossusvlei sono only 4x4: pista insabbiata, ma in piano. Qui il "pulmann"
di 5 metri si rivela all'altezza del compito, finalmente anche io mi
sento a mio agio al volante. Sesriem Canyon: si scende a piedi
all'interno, tra pareti alte 40 metri, di roccia friabile a picco su un
fiume in secca.
1 agosto - Windhoek:
A Solitaire, il panettiere teutonico sforna
squisiti dolci al cioccolato e apple pie tra carcasse di vecchie auto,
accanto ad un vero e proprio drugstore di frontiera. Sullo
Spreetshoogte
Pass diamo l'addio al Namib e ai sui incanti; incontriamo ancora qualche
famiglia di babbuini che ci ricorda che siamo in Africa e non in
Baviera... A Windhoek consegniamo il fuoristrada senza danni (né
forature, questa è la vera eccezione!) e ci accompagnano all'Etango
Ranch.
2 agosto - Etango Ranch:
a 4 km dall'aeroporto,
animali domestici, piscina, piante succulente, terreno di caccia e
animali selvatici, seppure molto timidi e lontani (beh, trattandosi di
una riserva di caccia, cosa c'era da aspettarsi?). Il nostro volo è
l'ultimo di oggi e, unico fra tutti, parte puntuale.
3 agosto - A casa:
Francoforte ci accoglie sotto la pioggia: la
temperatura dell'estate tedesca corrisponde a quella dell'inverno
namibiano. A Linate invece non ci scaricano una valigia: la mandano in
transito! Il treno per Torino è in ritardo... a casa piove... Tutto
contribuisce a far sì che anche
questa volta mi colga quella forma di nostalgia che io chiamo mal d'Africa!
Viaggio organizzato con
il supporto di "Fuorirotta"
"La spiaggia infuocata"
di Wilbur Smith
MAROCCO FAI DA TE 28 luglio - 19 agosto 2007
Equipaggi:
La Maestrina e Mr. Gadget sulla Regina
Eli e Smoker sulla Patty
28 luglio
(Cremona/Torino – Aix en Provence):
Il contakm della Regina
segna 60.053. Monginevro; Gap; merenda sulle rive del lago di Embrun.
29 luglio (Aix en Provence – Alicante)
30 luglio (Alicante – Almeria/Nador)
31 luglio (Nador
– Fes): La nave è partita alle 20 e
attracca alle 2,00 (h 0,00 marocchine). Rif; Taza; Jebel Tazzeka.
1 agosto (Fes):
Safir, che ABLA ITALIANO, ci porta al
palazzo reale e poi a Fes el Bali, su e giù per la medina, tra
bancarelle di ogni sorta, madrasse, moschee, minareti, funduk e,
soprattutto, botteghe artigianali dove ci lasciamo incantare e diamo
fondo al budget di una intera vacanza: tappeti (da Dar Essaad), foulard
lana e seta, teiere in alpacca, puf di cuoio, profumi… solo dal
ceramista non diamo soddisfazione; souk dei tintori; Fes el Jedid sulla
piazza del vecchio Mechouar vicino a Bab es-Seba la porta verde e blu:
medici che preparano amuleti personalizzati, bambini contorsionisti, o
meglio, CONTORSIONATI da adulti con pochi scrupoli, ammaestratori di
scimmie, mangiatori di vetro e filo di ferro…
2
agosto (Fes –
Meknes):
Moulay Idriss (tomba
del pronipote del Profeta, fondatore di Fes)
con il suo minareto cilindrico; Volubils;
camping dell’Agdal a
Meknes; Bab
Mansour.
3 agosto (Meknes
– Zeida): Azrou; dopo il bivio per Ain Leuh
entriamo nella foresta dei cedri e … e … e… PIOVE!!! Al villaggio c’è
una festa berbera. Più avanti, sulle rive dell’Aguelman Wiwane ci sono
molte persone che fanno picnic. Pranziamo, a ora di merenda, con le
simpatiche scimmie del lago Aguelmane Azigza che notano immediatamente
che solo più noi tiriamo fuori del cibo. Verso Itzer per Zeida.
4 agosto (Zeida –
Gole del Todra): Dopo le gole dello Ziz,
scendiamo a bagnare i piedi nel lago di Errachidia. Siamo arrivati alle
palme e, in alcuni tratti si vede la sabbia. 47° in auto, con aria
condizionata. Dopo Tinehrir, giriamo verso le gole del Todra e si apre
la vista sulle palmeraie.
5 agosto (Gole
del Todra – Gole del Dades): Risaliamo
lungo le valli degli orti, attraverso villaggi berberi (?), fino a 2700
mt e caliamo verso Agugdal; proseguiamo fino a Imilchil, per pranzare
sulle rive del lago Tislit. Torniamo sui nostri passi fino ad Agugdal e
poi troviamo (grazie alle indicazioni di Ibrahim dell’Auberge Restaurant
Camping omonimo) la pista per il Dades.
6 agosto (Gole
del Dades –
Zagora): Valle del
Dades; Ouazarzate;
casbah di Ait
Ben-Haddou; nella valle del Draa cerchiamo,
senza successo, il sito rupestre di Tin
Zulin; Zagora.
7 agosto (Zagora
– Taliouline):
Acconsentiamo a visitare una vecchia casa tipica,
la Maison Toudra
e… ci troviamo da un venditore di varia mercanzia
… e portiamo via altri otto tappeti
… Trovato il cartello che indica 52 giorni di cammello per
Timbouctou, partiamo per la pista tra il palmeto e
le casbah. Ci perdiamo in un ingorgo di piste. Ci incastriamo in una
casbah dai vicoli troppo stretti. Il caldo polveroso sale e noi
finalmente troviamo l’asfalto e rinunciamo alla pista. Pausa con tè e
spremute di arancia ad Agdz; verso
Tazenakt: caldo, vento, polvere.
Taliouline, la città dello zafferano.
8 agosto (Taliouline
- Aglou-Plage): Tarudannt (la piccola
Marrakech); Agadir;verso Tiznit; raggiungiamo l’oceano dopo Aglou-Plage.
9 agosto (Aglou-Plage
– relitto presso Sidi
Ifni): Dopo
Sidi Ifni ecco
il nulla e le scogliere e poi inizia la pista e … finiamo piantati in un
oued; 3 ore di lavoro (da parte di operai
locali forniti di piastre): Tentiamo di accamparci sulla linea di marea
accanto a un relitto … riusciremo ad affogare, data la supermarea che
potrebbe presentarsi nella notte di luna nuova (ma non era la luna piena
a portare il picco di marea?)? Infatti ci avvertono di risalire e
metterci al sicuro. Dopo cena ci raggiungono due pescatori per offrirci
tè e sardine fritte. Scambi culinari, culturali e informazioni sulle
piste. Tutti al buio: si vedono le stelle cadenti della notte di San
Lorenzo.
10 agosto (Sidi
Ifni – Plage
Blanche):
Siamo nella nebbia. Dai vapori spunta un uomo su un asino e poi, quando
siamo ormai quasi pronti, torna il pescatore con il tè e le
raccomandazioni per la Plage
Blanche: tornate a
Guelmin, poi non superate l’altro relitto. Troviamo la strada giusta ma,
arrivati sul mare, una pista incerta, un
oued troppo profondo e, soprattutto le indicazioni del “collezionista di
ossa” (portate dal mare) che gestisce l’hotel in stile tardo-hippy della
località propriamente denominata “Plage
Blanche”, ci consigliano di tornare sui
nostri passi per fare un ulteriore tentativo da
Tan-Tan. Finalmente le dune e poi … ecco il mare!
Peccato che ci sia uno strapiombo e ancora un mare di dune; è già il
tramonto e ci accampiamo sulla superduna con vista sull’oceano, lontano
forse mezzo km.
11 agosto (Plage
Blanche –
Amesnaz): Dalla nebbia mattutina emerge
lentamente l’oceano. Dopo Agadir, campeggio
ad Amesnaz con karaoke in arabo...
12 agosto (Amesnaz
– Marrakech): Lungo la costa c’è il solito
panorama nebbioso. Saliamo, passiamo la valle delle banane di Tamri e le
coltivazioni di argania. Essaouira, la ben progettata; pranzo dai
pescatori del porto; CAP 90°, destinazione Marrakech. Place Jemaa el Fna
e rientro in calesse.
13 agosto
(Marrakech – cascate dell’Ouzoud):
Koutubia, Al
Mansour, henné sulla piazza, persi nei suk. Ponte naturale di
Im ‘n Ifri;
Ouzoud.
14 agosto (Ouzoud
– Rabat): Visita alle cascate e
trasferimento nella capitale. Cena nella
medina in un ristorante più unico che tipico che
troviamo per caso, camminando col naso all’insù: unici clienti, luci
basse … però buono e abbondante, tanto che avanziamo (quasi) tutti un
bel po’ di roba.
15 agosto (Rabat
– Tangeri): Medina: investiamo ancora
diversi dirham in teiere e simili, annusiamo sardine e finiamo nella
kasbah: giro sulla terrazza e alla ricerca della torre dei pirati; torre
Hassan II e Mausoleo Mohammed V. Tangeri.
16 agosto
(Tangeri – Algeciras/Alicante): Prendiamo
la Comanav su Algeciras.
17 agosto
(Alicante – Salines de Giraud): Comunque si
intenda il fuso orario, dormire 5 ore e ½ è pochino. E invece
facciamo proprio così, e poi partiamo con quasi 1000 km da fare,
inseguendo il mito della Camargue! Salines de Giraud alle 2 circa.
Su la tenda e giù la testa.
Ne riparliamo
domani.
18
agosto (Salines de Giraud – Les Saintes
Maires de la Mer):
Giro dello stagno del
Vaccares; cena da
Chez Charlie per un plateau degustation +
buillabasse complete.
19
agosto (Les Saintes Maires de la Mer – Torino/Cremona):
Valle della Durance;
Torino ci accoglie con il temporale che cancella la polvere dalle due
vetture.
Il contakm della Regina segna 68.307. Ne ha percorsi
8.254.
Viaggio organizzato con il supporto di "Fuorirotta"
"L'ispettore Alì" di Driss Chraïbi
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ALBATROS SULLE DUNE 27 dicembre
2003 - 6 gennaio 2004
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EQUIPAGGI:
Angela e Bruno su Land Rover
Defender 90
Elisabetta e Giorgio su
Mitsubishi Pajero
Martine e Franco su Nissan
Terrano II
27
dicembre 2003: Genova
28 dicembre:
Tunisi; Kairouan; Gafsa
29 dicembre: Tozeur; Chott El Jerid; Douz
30 dicembre:
verso Tembain
31 dicembre:
Bir Tembain e ritorno
1 gennaio
2004: Ksar Ghilane
2 gennaio:
Ksar Ghilane
3 gennaio:
Chenini; Tataouine; Matmata; Gabes
4 gennaio: El
Djem; Tunisi
5 gennaio:
Sidi Bou Said
6 gennaio:
Genova
Viaggio organizzato con il supporto di "Fuorirotta"
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CAPODANNO NEL DESERTO DI SARAGOZZA
27
dicembre 2002 - 4 gennaio 2003
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Un deserto europeo… Bellezze
artistiche, architettoniche, paesaggistiche… Voglia di
4x4… ecco gli ingredienti per una mini-vacanza
all'insegna di "CHI FA FUORISTRADA A CAPODANNO, FA
FUORISTRADA TUTTO L'ANNO"
27 dicembre: lungo trasferimento da
Torino a Saragozza.
28 dicembre: primo assaggio di
fuoristrada; il road-book che scegliamo
(gentilmente fornitoci dai Lupi della Val Borbera) ci
porta sulle serre tra centinaia di generatori eolici
che sfruttano il vento che su questi altipiani si fa ben
sentire anche oggi.
29 dicembre: il percorso del Baja
Espaňa ci conduce, attraverso steppe abitate dalle
aquile, verso Huesca.
30 dicembre: giornata dedicata al
turismo culturale: visitiamo il Castillo de Loarre e la
collegiata di Bolea.
31 dicembre: seguiamo un road-book
che si snoda attraverso ampie e veloci piste verso
orizzonti sconfinati e che poi si inerpica sulle
mulattiere delle serre in direzione di Madrid. Salutiamo
l'anno nuovo per le strade di Saragozza.
1 gennaio: dedichiamo il pomeriggio
alle visite culturali: la cattedrale La Seo, la basilica
del Pilar, l'Aljaferia,…
2 gennaio: giornata all'insegna del
consumismo sfrenato: saliamo ad Andorra e ci
disperdiamo fra le decine di negozi di elettronica,
profumerie, abbigliamento, formaggi, …
3 gennaio: in mattinata giochiamo a
dame e cavalieri tre le torri della Cité di
Carcassonne; nel pomeriggio raggiungiamo Les St.
Marie de la Mer, attraverso i canali e gli stagni della
Camargue.
4 gennaio: addio alla vacanza con
ostriche e vino bianco in riva al mare, con panini nel
fango e foto ai tori.
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L’ISLANDA
A MODO NOSTRO
8 – 27 AGOSTO 2001
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PROTAGONISTI
Angela e Bruno su
Mitsubishi Pajero, da Torino – Albatros 4x4.
Barbara e Lele su
Nissan Pick-up, da Roteglia (RE)
Milva e Maurizio
su Land Rover Discovery, da Roteglia (RE)
8 – 9 – 10 AGOSTO:
Torino/Modena - Malmo
11 AGOSTO: Oslo
12 AGOSTO: verso
Bergen
13 AGOSTO: Bergen
14 – 15 AGOSTO: in
nave; isole Faeroer
16 AGOSTO: Askja
17 AGOSTO:
Dettifoss; Krafla; Mývatn
18 AGOSTO: fiordi
occidentali; Varmaland; Borgarnes
19 AGOSTO:
Reykjavik; Langjökull
20 AGOSTO: Geysir
;Fjallabak;
Landmannalaugar
21 AGOSTO:
Skaftafell; Vatnajokull;
Jokulsarion
22 AGOSTO:
Lönsoræfi; Seydisfjörđur
23 – 24 - 25
AGOSTO: in nave; Hanstholm
26 – 27 AGOSTO:
rientro al sole italiano!
"Il viaggio di ritorno" di Olaf Olafsson
Diari di viaggio della Maestrina
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