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GITE SOCIALI

2011

23/4: Gita esplorativa a Nucetto, tra boschi e miniere, conclusa... con una grande tavolata!

Estate:In cerca del fresco, si sale al Colombard e si ripercorre la Via del Sale.

2010

Pasquetta in cava: prima uscita secondo la tradizione fuoristradistico-mangereccia.

La Via del Sale: partiti con le migliori intenzioni, il maltempo convince i nostri eroi a rinunciare al secondo giorno in quota.

Gita a Val d'Isére: dopo il gran caldo estivo, il gran freddo in quota, a cui resisteranno solo i più forti......

2009

1/3 Gita a Villastellone: mettiamo alla prova l'abilità di nuovi giovani navigatori.

30/5 - 2/6 Weekend in Corsica con Stefano C. & family, Ale & Vale, Giacomo & Fabio, Presidente & consorte + vari amici C.M. incontrati ed incrociati

Dopo un trasferimento in traghetto in ordine sparso, dopo una nottata variamente sistemati (chi in tenda, ma senza tenda, chi in hotel) scendiamo verso la spiaggia di Saleccia; dopo pranzo ci trasferiamo a Loto. I campeggiatori si fermano nel deserto e, il giorno dopo, sorpresi da una fitta pioggerellina, ci ritroviamo a Bocca di Vezzu, all'inizio dello sterrato. Percorsi pochi km, il solco che già lo scorso anno ci aveva messi alla prova, accentuato dalla pioggia battente, ha la meglio su Stefano e Giacomo; Alessio segue il Presidente finché incrociamo uno dei gruppi C.M. che risale; a quel punto il diluvio ha la meglio e ripariamo ad Ile Rousse. Persino i campeggiatori più accaniti si adattano ad una notte in hotel (preceduta da solenne mangiata di pesce) e poi... l'ultima mattina prima di partire... un sole abbagliante ci fa marameo mentre aspettiamo il traghetto del ritorno.

21/6 Alto e Basso Canavese: Giro mattutino nei boschi e lunga pausa pranzo alla cava sopra Castelnuovo Nigra, in compagnia di Mauro.

12/7 Gita al Colombard: persi nella nebbia, ci riscaldiamo con una grigliata ottima e abbondante

La Via del Sale: Due giorni sulle Alpi Marittime intorno al Col di Tenda, con pernottamento in rifugio

2008

Gita al Colombard: riprende la tradizione delle uscite a carattere fuoristradistico-mangereccio.

19 - 20/7: Gita a Val d'Isère con... il "lungo", il "corto" e il "presidente"

2007

Miniviaggio in Camargue intorno al 1° maggio.

 ALBATROS CUP

REGOLAMENTO

Il Club organizza un trofeo sociale, denominato “Albatros Cup". La partecipazione è riservata ai Soci effettivi del Club ed è individuale. Il costo di iscrizione è fissato in euro ___. Sono previste 4 prove che si svolgeranno nel corso di gite sociali secondo il calendario già reso noto ai Soci.

1) Tiro a segno

I partecipanti avranno diritto ad effettuare una manche di prova per ciascuna delle tre specialità.

a)     Tiro con l’arco: tre manches di cinque tiri ciascuna

b)     Pistola ad aria compressa: due manches di otto colpi ciascuna

c)     Carabina ad aria compressa: tre manches di cinque colpi ciascuna

d)     Pistola ad elastico: tre manches di cinque tiri ciascuna

2) Trial

La prova sarà individuale: su ogni veicolo potranno prendere posto due persone ma il punteggio verrà attribuito al solo pilota. Diversi piloti potranno gareggiare utilizzando a turno lo stesso veicolo. Il percorso prevede un percorso da superare secondo la direzione di marcia indicata dall’organizzatore, in due manches. La difficoltà dei percorsi sarà indicata da tre livelli: SUV, fuoristrada di serie,  fuoristrada migliorati. I piloti potranno scegliere liberamente il percorso, fatto salvo che la scelta di effettuare un percorso di categoria inferiore a quella attribuita al proprio veicolo comporterà una penalità e, viceversa, si avrà un bonus per la scelta di una porta di livello superiore.

Prima dell’inizio della prova, i piloti potranno ispezionare il percorso a piedi.

Penalità previste:

percorso di livello inferiore                                           50 punti  (idem bonus)

retromarcia                                  1 punto (passo lungo) 2 punti  (passo corto)

fettuccia o paletto toccato                                                                   5 punti

fettuccia strappata o paletto abbattuto                                                 10 punti

fermo macchina per più di 3 "                                                             3 punti

spegnimento motore                                                                         10 punti

aiuto esterno                                                                                    50 punti

3) Orientamento

Prova di orientamento a piedi con l’uso della bussola. I partecipanti dovranno trovare 3 punti indicati con azimut e distanza rispetto al punto di partenza e riportarne la chiave entro un tempo massimo di 20'.

4) Regolarità

I piloti dovranno percorrere il circuito indicato degli organizzatori alla velocità media di 25 km/h. Il ritardo e l’anticipo rispetto a tale tempo subiranno le seguenti penalità:

60 punti di penalità per ogni secondo di ritardo; 6 per ogni decimo

120 punti di penalità per ogni secondo di anticipo; 12 per ogni decimo.

Ai fini della classifica generale dell’Albatros Cup, per ogni gara verrà attribuito un punteggio da 10 a 2 per i primo 9 concorrenti classificati e 1 punto dal decimo classificato in poi. La partecipazione a tutte le gare comporterà un ulteriore bonus di 10 punti.

VIAGGI

TUNISIA ESTIVA - 2/21 AGOSTO 2010

Equipaggi: La Maestrina e il Presidente sulla Regina

                     Eli e Giacu sulla Principessa

Lunedì 2 - Genova: Ritrovo, completamento del carico e… si parte! Siamo al porto alle 15,30; siccome le pratiche di imbarco sono velocissime, ci tocca una lunga attesa all’ombra; unici fuoristrada: noi e un gruppo di nove auto con destinazione Algeria. Alle 18, finalmente, El Venizelos raggiunge il molo. Partenza prevista ore 19,00, ma alle 18,40 la nave sta ancora scaricando. Ci imbarchiamo intorno alle 20,30 e si parte quasi subito: siamo proprio pochi. Il mare è calmo.

Martedì 3 - Tunisi: Nella notte la nave balla leggermente. Dopo una lunga giornata passata a bordo piscina, alle 19,15 si devono lasciare le cabine: dovevamo attraccare 1 h e ½ fa. Scendiamo dalla nave alle 21,30 e passa (ora locale) e troviamo immediatamente l’hotel Lido a La Goulette ma la via è a senso unico così, per girare intorno alla fortezza, ci infiliamo nella coda della “movida”. All’hotel scopriamo che non c’è il parcheggio custodito e per di più c’è un matrimonio in arrivo e così anche i pochi posti auto davanti all’ingresso sono occupati; ci fanno sistemare le auto sul marciapiede di fronte. Cena tardi da “Chez Montecarlo”. Alle 0,30 ci culla la musica dei festeggiamenti delle nozze accompagnata dal rumore del traffico sul lungomare.

Mercoledì 4 - Gafsa: Al risveglio c’è il vento. Dopo una veloce colazione ci avviamo verso Tunisi, dove scopro un ponte "nuovo" che permette di evitare il traffico del centro. In autostrada fino a Enfida, proseguiamo per Kairouan dopo una sosta-caffè sotto un eucalipto. Per strada: giare tinta pastello con brillantini, negozi vari, molta frutta e uliveti. Arriviamo a Sbejtla alle 13 circa e, incuranti della temperatura, visitiamo il sito romano-bizantino di Sefetula nell’ora “migliore”. Evitiamo l’acquisto di lucerne e monete “romane” e proseguiamo verso una piazzola ombrosa per il pranzo. Dopo Kasserine e Feriana il paesaggio muta un po’. Arriviamo a Gafsa e ritroviamo il Jugurtha Palace con qualche difficoltà ma senza sbagliare strada; ci godiamo la piscina fino al tramonto. Dopo la cena e un giro a carambola ci godiamo  la serata fresca e gradevole a bordo piscina; si cominciano a vedere bene le stelle.

Giovedì 5 - Nefta: La nostra meta sono le oasi di montagna. Per strada troviamo una mandria di dromedari che si abbevera prima di Moulares. A Mides una guida simpatica ci accompagna nel giro del canyon e poi in un inevitabile negozio di collanine e geodi. A Tamerza noi signore facciamo la doccia nella cascata. Poi Giacu  dà un passaggio al figlio di un ambulante mentre noi lo attendiamo sotto le frasche di palma, ricevendo in cambio: 4 rose, 4 legni fossili, geodi e un invito a pranzo (che rifiutiamo). Ci fermiamo invece alla prima ombra e, mentre azzanniamo panini (h. 14,30), una coppia di italiani si ferma a fare due chiacchiere. A Chebika il Presidente dà forfait e si ferma al bar. Noi tre intrepidi seguiamo il corso d’acqua ma, arrivati all’ultima scalata prima della roccia spaccata, Eli si arrende, le mie spalle rosse ne sono ben felici, e anche Giacu confessa di non avere minimamente intenzione di proseguire. Ci rinfreschiamo anche noi al bar e poi ...  la Principessa non parte più: si è  bloccato l’antifurto; dopo diversi tentativi, riusciamo a scendere oltre la zona disturbata dalle antenne e così riparte. Sul Chott el Garsa si vedono dromedari e miraggi. A Nefta la Principessa… non si chiude più! Così Giacu si ritrova coinvolto in un frenetico giro di chiamate meccanico-famiglia-casa madre finché ne viene a capo. Sfruttiamo l’ultima ora di luce nella piscina dell’hotel Caravanserrail; dopo cena tentiamo di fare quattro passi ma fa troppo caldo e ci rifugiamo in albergo, anche questo dotato di biliardo … Trovo un geco sul soffitto della camera; è carino, ma costringo il Presidente a “convincerlo” ad uscire perché non potrei dormire col pensiero che mi passeggi sul naso.

Venerdì 6 - Nefta: Stamattina sveglia presto, colazione lesta e ci prepariamo a percorrere l’anello su pista da Tozeur verso il sito di Star Wars. Perdiamo di vista Giacu quando inizia la tole ondulè …, preoccupato per le vibrazioni. Poi ci prende gusto ed arriviamo facilmente al set di Star Wars. Anche qui il Presidente si ferma all’ombra a far conversazione con le guide dei desert tours. Alle 11,00 siamo di nuovo a Nefta, ci infiliamo nel palmeto e poi sul Chott el Jerid a caccia di miraggi, fino ad un finto marabut che dovrebbe essere parte del set del film. Dopo un pranzo all’ombra delle palme, passiamo l’intero pomeriggio in piscina. Stasera in camera c’è solo un gechino di 3 centimetri e il Presidente si rifiuta di cacciarlo via. Resisterò?!?

Sabato 7 – Chott el Jerid: Dopo colazione scopriamo che il frigo è spento e impiegheremo circa mezza giornata per capirne il motivo e risolvere la situazione. A Tozeur giriamo prima il mercato alimentare e poi i negozi di articoli per turisti, quindi andiamo nella medina. Per caso troviamo il museo, dove una intelligente e simpatica guida, Suad, ci descrive la vita delle donne ed i lavori femminili; organizza il mio “marriage berber” col Presidente e ci offre un suo libro di poesie. Prima di avventurarci sul Chott ci fermiamo a prendere il fresco da un benzinaio dove cerchiamo anche di pranzare, a base di pane, frutta e tè verde. Passate le ore più calde, tentiamo l’attraversamento; andiamo al famoso pullman dove troviamo ancora il nostro vecchio adesivo, lasciato nel 2003; da oggi ce ne sono due. Ci fermiamo ai banchetti: al primo scambiamo biscotti con oggetti vari ed assistiamo  alla “creazione” dei geodi viola, dipinti a mano per turisti poco accorti; al secondo banchetto, invece, tentano di venderci le rose di sale ma a noi sembrano solo rose salate e veniamo via. A Kebili imbocchiamo abbastanza facilmente, la pista per El Faouar, lungo la quale si trova la cosiddetta la Monument Valley. Ci sentiamo un po’ pionieri mentre guardiamo le stelle cadenti. Quando andiamo a dormire si alza un forte vento: sarà il contrasto di temperatura tra il giorno e la notte?

Domenica 8 - Douz: Il vento dura tutta la notte. Ci alziamo alle 6,30 e facciamo colazione al riparo della Regina. Partiamo per la pista che passa accanto ad un  pozzo artesiano, ma rischiamo di rimanere insabbiati. Arriviamo a Douz e ritroviamo il campeggio Desert Club, che è gestito da un simpatico personaggio e ha i servizi igienici in ordine. Lasciamo le auto e andiamo in piazza; in cerca di souvenir esploriamo le varie opportunità, poi perdiamo tempo al bar dove paghiamo circa il doppio del dovuto per le nostre consumazioni. Pranziamo al camping, poi inseguiamo l’ombra. Solo verso il tramonto torniamo a girare per i negozi facendo un bel po’ di acquisti. La serata è fresca e senza vento.

Lunedì 9 – Ksar Ghilane: Partiamo con calma, facciamo spesa e rifornimento e ci dirigiamo verso la pipeline. La intercettiamo ad un caffè. Da lì l’asfalto della ex-pista ci conduce all’antico pozzo di Bir Soltane e quindi all’oasi di Ksar Ghilane, previa sosta alla colonna Leclerc. Andiamo a rinfrescarci nella pozza calda, ci sistemiamo al camping, poi, verso l’ora tarda, torniamo a fare due chiacchiere con Fatì il cavaliere berbero, visitiamo tutti i negozietti, facciamo qualche acquisto, discendiamo una duna con la padella-slitta; intanto arrivano le carovane di turisti che osserviamo nel loro approccio con la pozza, mentre loro osservano noi, nel nostro approccio con la cena al campo. Infine usciamo dall’oasi al buio per “rimirar l’amor che move il sole e l’altre stelle”, quelle cadenti.

Martedì 10 – Verso Chenini: Intorno a noi fervono i preparativi dei gruppi organizzati dei desert tours. Sono le 6,30 ma riusciamo ad essere pronti solo alle 8. Troviamo le tracce della pista e le seguiamo fino al fortino, ma facciamo  subito ritorno, prima che la sabbia sia troppo calda e molle. Si rigonfiano le gomme, socializzando con le guide. Giriamo nell’oasi, e poi, appena fuori, un numeroso gregge di pecore nere incrocia una carovana di cammelli. Intendiamo far passare le ore più calde prima di ripartire, così alterniamo i bagni nella pozza al pranzo all’ombra delle tamerici, finché non decidiamo che è giunta l’ora di prendere la pista vero sud-est fino alla pipeline, che qui non solo non è più asfaltata, ma è anche piuttosto insabbiata. Dopo parecchi km di tole ondulè ci accampiamo in un oued, dietro qualche pianta, spaventando una lepre pallida che fila via. La sera è fresca e dopo cena osserviamo ancora le stelle cadenti di questa notte di San Lorenzo, cantando a squarciagola: ci siamo allontanati dalla pista per non essere visibili ma poi, in questo vasto nulla, fin dove arriveranno le nostre voci?

Mercoledì 11 - Tataouine: Niente da fare: anche se si dorme bene al fresco, la sveglia è sempre troppo presto! Ancora un po’ di pista spaccaossa e troviamo l’asfalto per Duiret. Poi a Chenini il Presidente, con la scusa di fare la guardia, evita il giro turistico, mentre noi seguiamo la guida tra le case scavate nella roccia. A Tataouine proseguiamo verso lo ksar Ouled Soltane (ingresso libero, uscita con quadretti ad acquerello). Chiudiamo l’anello passando da Ez Zarha e visitando ancora ksar Jelidath, non restaurato. Dopo il pranzo al fresco della camera, si gioca alla “plucca beduina”. Il Presidente vince la gara dormendo tutto il pomeriggio, mentre gli altri si godono la piscina. L’hotel Sangho Privilege è forse il più carino di quelli visti finora. Giacu apprezza il corridoio dedicato a Rommel, le renard du desert. A me piace l’arredo sobrio che riprende i colori del paesaggio. Oggi è il primo giorno di Ramadan, così a cena dobbiamo aspettare che il personale rompa il digiuno. Dopo cena, volendo uscire in auto per fare un giro in città, scopriamo una pozza di olio dell’idroguida sotto la Regina. Il problema non è una novità: ne avevamo acquistato a Douz ed ora facciamo il rabbocco. La vita notturna, come immaginavamo, non offre molte sollecitazioni: ci sono solo uomini in giro, o al bar a bere, o in moschea a pregare.

Giovedì 12 – Bahiret el Bibane: Prima di partire facciamo sosta da un meraviglioso panettiere, nel negozio di alimentari il cui proprietario parla con accento romanesco e dal fruttivendolo. Oggi faremo il giro degli ksour. L’itinerario riparte da Jelidath. Prosegue con uno ksar di forma ellittica (Ouled Mhamed?), poi troviamo agevolmente le due fortezze appaiate di Beni Mhir. Percorriamo il lunghissimo corridoio sabbioso dei due granai di Ksar Ouled Aoun, che si trova al margine della strada, quindi raggiungiamo lo sperduto Ksar Morrah, abitato dagli asini, nelle cui vicinanze si trova un insediamento militare. Poi prendiamo una pista pietrosa tra le sebke che punta verso sud-ovest e troviamo Ksar Jedid dove dei pastori ne stanno ristrutturando un angolo. Infine, navigando a occhio e a naso, troviamo anche l’enorme Ksar Rethbet, abitato dalle capre. Oggi è impossibile anche solo pensare di fermarsi per pranzo, il paesaggio è piatto e brullo, il caldo torrido, così ci accontentiamo di un po’ di frutta fresca... sì, ma sono numerose le soste per risistemare il cavo elettrico del pannello solare che alimenta il frigo: la polvere e gli scossoni fanno continuamente saltare il collegamento. Decidiamo di non sfidare la sorte nel cercare la pista per Bordji Sidi Toui, e torniamo, su asfalto, verso Tataouine, per raggiungere Ben Guerdane nel tardo pomeriggio. Davanti ai nostri occhi si apre la distesa azzurra della laguna di Bahiret el Bibane, e non è più un miraggio! Percorriamo il tombolo di nord-ovest fino al villaggio da cui si vede la fortezza di Ahmed Chaouch, eretta su un isolotto. Torniamo indietro per imboccare uno sterrato che porta ad una casa; aggirandola, proseguiamo lungo la laguna fino a trovare uno spiazzo tranquillo e nascosto dove accamparci. La serata è tranquilla, con un leggero vento. Ancora stelle cadenti e luci lontane.

Venerdì 13 – Sidi Frej: Al mattino però le mosche e le vespe ci hanno invaso il campo. Ci avviamo in direzione di Zarzis e poi per Medenine,  Gabes e Sfax. Il caldo si fa afoso. A Sfax troviamo in fretta il molo della Sonotrak, compagnia di traghetti per le isole Kerkennah ed anche la coda x l’imbarco: abbiamo fortuna perché capitiamo proprio quando la nave sta per partire. Costo della “crociera”: 0,650 dinari a testa + 4,400 ad auto ...! A bordo, un simpatico cagnolino attira l’attenzione di Eli, mentre le nostre auto attirano l’attenzione dei suoi padroni, così facciamo conoscenza con una coppia di Torino, che vive a Tunisi. Grazia e Bruno (e Ciurma), ci propongono di seguirli all’hotel Cercina a Sidi Frej (camera sul mare, modesta ma essenziale, 20 dinari a testa). Davanti all’albergo si fa il bagno in 50 cm d’acqua caldissima ... e si gode un tramonto infuocato. Per cena andiamo a El Attaya da Chez Najet, che ci offre una di zuppa di vongole e gamberi e la mechouia casereccia, molto più piccante di quella che si trova in genere nei locali per turisti.

Sabato 14 – Sidi Frej: I preparativi dei giovani motociclisti di Catania, nostri vicini, mi svegliano alle 7,30. Dalla finestra: mare calmo, silenzio, barche che dondolano pigramente e ... Ciurma che ci chiama dalla spiaggia. Oggi andiamo in esplorazione: prima tappa sul forte (il punto più alto delle isole, 13 metri s.l.m.) con annesso sito romano; seconda tappa su una spiaggia di palme sulla costa nord-ovest; poi giriamo a caso trovando una depressione salata e le saline, un porto a nord e, infine, approdiamo su una spiaggia a nord-est dove, più che il bagno, facciamo un pediluvio e la pausa pranzo. Prima di cena, una passeggiata sul molo davanti all’hotel  ci serve per fare spazio al polpo con couscous, sempre da Najet a El Attaya. Dopo cena ci dilunghiamo in chiacchiere con Grazia e Bruno, grandi conoscitori della situazione socio-politica della Tunisia. Ciurma abbaia: nella direzione del suo muso vediamo un enorme scorpione bianco che corre lungo il muretto di cinta. Secondo le antiche tradizioni, le donne strillano. Gli uomini corrono... a prendere la macchina fotografica!

Domenica 15 - Isole Kerkennah: Oggi coinvolgiamo i nostri nuovi amici in una “zingarata” sulla costa est; peccato per la bassa marea: acqua alla caviglia. Pranziamo senza ritegno e poi cerchiamo di tornare a mollo, con risultati al limite del ridicolo. Più tardi tentiamo di tornare alla spiaggia delle palme per accamparci, ma la troviamo troppo ventosa, così decidiamo di tornare sui nostri passi attraverso il lago salato. Ceniamo tutti insieme, in balia del vento e delle mosche.

Lunedì 16 - Mahdia: È ancora buio quando dal minareto sentiamo intonare una melodia triste, seguita poi dalla preghiera. Noi attendiamo che il sole ci scaldi le tende. Oggi è velato, così si resiste fino alle 7. Ancora due chiacchiere e torniamo a Sidi Youssef per imbarcarci alle 11,30. Una volta sbarcati, la comitiva si dirige verso l’autostrada e verso El Jem. Qui, alla solita ora torrida, giriamo rapidamente intorno all’anfiteatro e pranziamo nel ristorante di fronte, dove il cameriere ci dà prova di essere un buon intenditore delle nazionalità dei turisti di passaggio. Il tragitto verso Mahdia è più fresco e veloce. Giriamo intorno alla fortezza, lungo il cimitero, e poi scegliamo un hotel fuori dalla zona turistica, piuttosto semplice, ma con aria condizionata, colazione, parcheggio riservato, a soli 50 dinari la camera, l’hotel Houria. Al tramonto passeggiamo verso il centro; passata la fortezza e la porta che va nel suk, ci fermiamo da Chez Alì  - poulet rotì, dove in tre mangiamo ottimo pollo, ma il Presidente si distingue con una tanto attesa soup de poisson ... talmente piccante da doverci rinunciare dopo poche cucchiaiate. Stanchi torniamo in hotel tra insegne che si riaccendono e ristoranti più vicini che aprono; mare rumoroso, onde e vento, acqua tiepida ...  “finalmente” una vacanza “come si deve”.

Martedì 17 - Kelibia: Partiamo lentamente, poi ci fermiamo su una spiaggia per un caffè con torta; approdiamo a Monastir dove Eli e Giacu visitano la fortezza, mentre io e il Presidente, che l'abbiamo visitata in passato, cerchiamo frutta. Un’occhiata dall’auto alla medina di Sousse, poi, verso Hegla ci fermiamo sulla spiaggia per il pranzo-merendorio: sono circa le 15,30. Il che significa che, pur prendendo l’autostrada fino ad Hammamet, dovendo aggirare Nabeul e percorrere ancora un bel po’ di penisola, arriviamo a Kelibia che è quasi il tramonto. Avremmo voluto campeggiare ma è tardi, così ci rifugiamo all’hotel Palmarina, in tempo per fare ancora un bagno in piscina prima di cena! Ci ritiriamo in camera sperando di non sentire la discoteca in russo, il traffico, la preghiera ... infatti si sente solo ... il ronzio del condizionatore!

Mercoledì 18 - Tunisi: Dopo la colazione in terrazza, andiamo alla bella spiaggia dopo l’hotel Going: dunette, sabbia bianca, mare chiaro. Poi ci spostiamo ad El Hauaria (Cap Bon) dove troviamo la scogliera ed infine approdiamo ad una caletta frequentata dai pescatori di polpo, dove restiamo per la pausa pranzo. Ancora un trasferimento passando dalla strada interna, da cui però si vedono le dune costiere in lontananza, giusto per metterci sul gusto e sapere dove tornare la prossima volta e poi, ormai a Tunisi,  Grazia ci accompagna all’hotel Ariha. Peccato che il parcheggio riservato sia troppo basso, così ci adattiamo sul marciapiede. Ceniamo con Grazia e Bruno ad un ristorante sfaxiano in una traversa di av. Bourghiba. In città fa un caldo umido afoso, si sentono smog e traffico e ci rendiamo conto che non avevamo alcuna nostalgia per una grande città! L’unica ora di quiete è dalle 19 alle 20, quando tutti sono a casa per la rottura del Ramadan ... Durante questo viaggio ho notato molte ragazza velate molti uomini giovani con la barba e gli abiti tradizionali; sembra che la Tunisia si stia islamizzando, ma spero che resti la terra della gente  accogliente e gentile che ho trovato finora.

Giovedì 19 - Tunisi: Oggi ci dedichiamo ancora allo shopping: prima giriamo per la frip, poi, tra brocante e venditori di arissa, arriviamo alla medina. Dopo un ultimo caffè italiano accompagnato da deliziosi dolcini tipo bugie al miele, ritroviamo la strada dell’hotel Lido. Qui scopriamo che il parcheggio sul marciapiede è a rischio multa, anche se ci era stato consigliato in reception; per fortuna oggi troviamo posto normalmente, davanti all’hotel. Per concludere il nostro viaggio andiamo a Sidi Bou Said a spendere ancora un po’ dei dinari rimasti! È molto triste dover fare la valigia, ma domattina dobbiamo essere al porto presto ...

Venerdì 20 - Nave: ... e infatti alle 8,30 siamo al porto. Le formalità sono, stranamente, veloci e ci resta poco tempo per le ultime bancarelle. Ma partiamo ugualmente in ritardo. Poi ci annoiamo al caldo torrido del ponte piscina, sonnecchiamo in cabina fino ad ora di cena, quando ci tocca il secondo turno, dato che noi non facciamo il Ramadan.

Sabato 21 – Genova: Alle 8,00 una terra compare davanti a noi: speriamo sia la Corsica, che già così non credo abbiamo recuperato l’ora e mezza di ritardo. Infatti, attracchiamo intorno alle 15,30. Per fortuna siamo tra i primi ad uscire, così nel serpentone che precede i controlli doganali facciamo abbastanza in fretta ... Ma che fretta avremo mai di ritornare a casa?

  Viaggio organizzato con il supporto di Fuorirotta

  “Viaggio in Barberia” di Luciano Bianciardi

LA NOSTRA NAMIBIA                   17 luglio - 3 agosto 2009

by la Maestrina & il Presidente

17 luglio  - Francoforte: Torino - Linate - Francoforte...

18 luglio - Windhoek: L'autista dell'autonoleggio ci porta alla sede dell'agenzia a recuperare il mezzo; troviamo anche la referente namibiana dell'agenzia di viaggio e troviamo persino l'hotel da soli!

19 luglio - Etosha: Partiamo prestissimo per la tappa più lunga. Okahandja, Otjiwarongo e Otavi; dopo Tsumeb facciamo una brevissima sosta al lago Otijkoto; attraverso il Von Lindequist Gate entriamo ad Etosha.  Ci danno il benvenuto due giraffe e tre gnu, prima di arrivare a Namutoni.

20 luglio - Etosha: 6,30: stiamo già smontando il campo. Fisher's Pan e poi verso Halali. Lungo la tappa sostiamo presso varie pozze: un branco di elefanti con zebre, kudu, e springbok ci sorprende a Kalkheuwell, mentre Okerfontein ed Etosha Lookout ci offrono i loro incantevoli miraggi. Lungo le piste si vedono struzzi, dik-dik, buceri, ghiandaie pettolilla, orici, ... Al campo di Halali rimaniamo parecchio in attesa al Moringa waterhole dove, dopo cena, ci onora della sua presenza una ... iena "bevens".

21 luglio - Etosha: Riettfontein, Sueda, Charittsaub; prima di Salvadora, un'incredibile quantità di zebre invade la pista. Ad Okaukuejo fanno gli onori di casa tre elefanti, numerose antilopi, zebre, sciacalli, uccelli canterini. Usciti da Anderson Gate, proseguiamo verso sud, fino al Toshari Lodge.

22 luglio - Hobatere: Verso Kamanjab, costeggiamo la recinzione di Etosha e raggiungiamo il rustico Hobatere camp: zebre al waterhole, procavie timide e curiose; quando cala la notte, tutto diventa più inquietante e cominciamo a respirare veramente l'aria selvaggia dell'Africa, lasciandoci cullare dagli ululati degli sciacalli nella valle dietro il campo (che, a differenza di quelli dentro il parco di Etosha, non ha recinzioni!!!).

23 luglio - Kaokoland: Tra villaggi e vacche al pascolo, fino ad Opuwo dove ci fermiamo al supermarket, tra donne himba e venditrici di souvenir artigianali; sterrato per Sesfontein, tra baobab e boschetti, alla ricerca della deviazione per Camp Aussicht... un bel pezzo di vero 4x4: 40 minuti per 7 km di salita tra sassi di diorite e spine. Gli amici inglesi del gestore del campo ci accolgono calorosamente, si assicurano che abbiamo capito come accendere lo "scaldabagno" a legna, ci danno indicazioni "turistiche" e ci consigliano una passeggiata al "wiewpoint" per assistere ad un "romantic sunset" in cima alla collina, sull'albero su cui è stata installata una panca e da cui si gode di un panorama a perdita d'occhio sulle colline circostanti, dove il campo è l'unico segno di presenza umana.

24 luglio - Sesfontein: Verso Sesfontein; la strada è tutta un dosso, c'è persino un pezzo asfaltato, per permettere ai mezzi di superare la pendenza; un altro tratto è molto dissestato ma noi non ci arrendiamo e ci godiamo un "buon" caffè all'ombra del patio del forte. Cascate di Ongongo: un vero miracolo della natura, in un paesaggio così arido, ci sono persino le tartarughe! Rientriamo a Camp Aussicht dove siamo gli unici ospiti e per questo ci spostano nella piazzola migliore: quella con balconata panoramica; visitiamo la miniera di diorite con tanto di colonia di pipistrelli, guidati dall'inglese che ci racconta la storia della famiglia del proprietario, con soste botaniche e zoologiche e parentesi antropologiche... almeno credo (il mio inglese...)!  Entriamo nel recinto dei "pulcini" di struzzo e, prima che me ne accorga, ho un pezzo di pane in mano e lo struzzino (1,80 m) me lo becca via con entusiasmo. Visitiamo il minimuseo che contiene alcune pregevoli pietre dure e alcune interessanti, sebbene primitive, statuette himba in ocra rossa.

25 luglio - Damaraland: Il proprietario del campo e della miniera, l'erede dei mitici coloni, rientra al campo in tempo per salutarci. Sulla pista troviamo diverse "droppings" di elefante e poi, a metà tra strada tra Sesfontein e Palmawag, in corrispondenza di piccoli corsi d'acqua, incontriamo i nostri primi babbuini. Montagne del Damaraland fino alla foresta pietrificata; Aba Huab, campo gestito dalla comunità locale.

26 luglio - Twyfelfontein: Organ Pipes e Burnst Mountains; sito rupestre di Twyfelfontein. Bighellonando intorno al lodge ed al suo aeroporto vediamo in lontananza... una sagoma... come di felino... ma sì! Il binocolo ci conferma che un ghepardo ci ha attraversato la strada e si è inoltrato guardingo nell'erba alta a pochi km dall'insediamento turistico. Giro guidato nel letto del fiume in secca, alla ricerca dei mitici elefanti del deserto; mentre ci dirigiamo verso la collina del tramonto, ecco materializzarsi il branco di Oscar con due piccoli di pochi mesi, diverse femmine, giovani di dimensioni medie e due giganteschi pachidermi poco ospitali che si lasciano però fotografare per qualche minuto e poi si dirigono proprio nella nostra stessa direzione di marcia. Dobbiamo aggirarli da lontano ma il brindisi finale è più che meritato!

27 luglio - Brandberg: Sosta ad Uis Mine: due benzinai, un supermercato, un ufficio turistico all'incrocio di due piste. Verso la Spitzcoppe, ma dopo pochi km puntiamo verso il massiccio della Brandberg; White Lady Lodge ... sarà la Croce del Sud quella lì che ogni notte sta sempre lì... a sud? Perché "Croce"? A me sembra un aquilone!

28 luglio - Skeleton Coast: Aggiriamo la Brandberg. Ci sono molte welvistchia e il paesaggio è sempre più lunare, con linee di stratificazione sempre più complesse e ciottoli sempre più taglienti. Dopo circa 150 km ecco apparire la distesa bianca, salata e nuvolosa della costa, 40 km a sud del parco della Skeleton Coast dove le località non hanno un nome, solo una distanza dalla "civiltà", come il campo di Mile 108. Cape Cross e le sue otarie (gli unici leoni che riusciremo a vedere: quelli marini!); dopo Henties Bay un relitto sul bagnasciuga; a Swakopmund ritroviamo i comfort della "civiltà".

29 luglio - Sandwich Harbour: Il titolare della Turnstone Tour ci viene a prendere, carichiamo una famigliola inglese, sosta a Long Beach (brutto agglomerato di seconde case di sudafricani), richiediamo il permesso a Walvis Bay, e iniziamo la corsa sul bagnasciuga verso lo spettacolo stupefacente della laguna: dune altissime, vegetazione inaspettata e colonie di uccelli marini. Proviamo ad arrampicarci sulle dune, assaggiamo i succulenti rametti dei cespugli di !nara che sopravvivono assorbendo la nebbia, osserviamo alcune foche che giocano nell'acqua bassa e poi, durante il pranzo, arriva la nebbia... la fonte di vita del Namib... accompagnata da un vento gelido; al ritorno, sulle dune alte, perché la marea non permette più il passaggio sulla riva, scopriamo tracce di sciacalli e di iene e sentiamo il "canto delle dune"; le saline, l'isola del guano.

30 luglio - Namib - Nautkluf Park: Welvistchia drive: il paesaggio lunare lungo il corso del fiume Swakop; il pianoro delle welvistchia giganti; una pista only 4x4 verso delle formazioni rocciose particolari e due archi di roccia. In compagnia di una nursery di struzzi, facoceri, volpi e antilopi, fino al Kuiseb Canyon con la luce suggestiva del pomeriggio inoltrato. Attraversiamo simbolicamente il Tropico del Capricorno, superiamo Solitaire (un nome - una definizione) fino ad Agama River Camp, il campo che si vanta di avere peculiari servizi igienici a cielo aperto... forse non sanno di non essere così originali... e poi... col freschetto che fa quaggiù... la doccia all'aperto dopo il tramonto (ora in cui "danno fuoco all'acqua calda") non è proprio al centro dei miei sogni!!!

31 luglio - Sossusvlei: Sveglia prima delle 6 per arrivare alle grandi dune prima che il sole sia troppo alto. A Sesriem acquistiamo il permesso ed entriamo nel parco. Tra le dune troviamo... una delle pochissime strade asfaltate di tutta la Namibia!!!!! Sostiamo alla mitica duna 45... cos'ha di mitico rispetto alle altre? Forse il fatto di essere la più vicina alla strada, nonché l'unica su cui sia permesso salire... comunque il mito si rivela proprio salendo lungo la vertigine della sua cresta, se poi tira il vento gelido di questa mattina e si fatica pure a stare in piedi e respirare, se poi ti gelano le mani mentre scatti le foto, allora il ricordo mitico è assicurato. Alle 9 del mattino le dune a poco a poco "sbiadiscono": dall'ocra stanno virando all'arancione, all'albicocca, al giallo-rosa. Gli ultimi 5 km prima di Sossusvlei sono only 4x4: pista insabbiata, ma in piano. Qui il "pulmann" di 5 metri si rivela all'altezza del compito, finalmente anche io mi sento a mio agio al volante. Sesriem Canyon: si scende a piedi all'interno, tra pareti alte 40 metri, di roccia friabile a picco su un fiume in secca.

1 agosto - Windhoek: A Solitaire, il panettiere teutonico sforna squisiti dolci al cioccolato e apple pie tra carcasse di vecchie auto, accanto ad un vero e proprio drugstore di frontiera. Sullo Spreetshoogte Pass diamo l'addio al Namib e ai sui incanti; incontriamo ancora qualche famiglia di babbuini che ci ricorda che siamo in Africa e non in Baviera... A Windhoek consegniamo il fuoristrada senza danni (né forature, questa è la vera eccezione!) e ci accompagnano all'Etango Ranch.

2 agosto - Etango Ranch: a 4 km dall'aeroporto, animali domestici, piscina, piante succulente, terreno di caccia e animali selvatici, seppure molto timidi e lontani (beh, trattandosi di una riserva di caccia, cosa c'era da aspettarsi?). Il nostro volo è l'ultimo di oggi e, unico fra tutti, parte puntuale.

3 agosto - A casa: Francoforte ci accoglie sotto la pioggia: la temperatura dell'estate tedesca corrisponde a quella dell'inverno namibiano. A Linate invece non ci scaricano una valigia: la mandano in transito! Il treno per Torino è in ritardo... a casa piove... Tutto contribuisce a far sì che anche questa volta mi colga quella forma di nostalgia che io chiamo  mal d'Africa!

Viaggio organizzato con il supporto di "Fuorirotta"

"La spiaggia infuocata" di Wilbur Smith

MAROCCO FAI DA TE   28 luglio - 19 agosto 2007

Equipaggi:   La Maestrina e Mr. Gadget sulla Regina

                      Eli e Smoker sulla Patty 

28 luglio (Cremona/Torino – Aix en Provence): Il contakm della Regina segna 60.053. Monginevro; Gap; merenda sulle rive del lago di Embrun.

29 luglio (Aix en Provence – Alicante)

30 luglio (Alicante – Almeria/Nador)

31 luglio (Nador – Fes): La nave è partita alle 20 e attracca alle 2,00 (h 0,00 marocchine). Rif; Taza; Jebel Tazzeka.  

1 agosto (Fes): Safir, che ABLA ITALIANO, ci porta al palazzo reale e poi a Fes el Bali, su e giù per la medina, tra bancarelle di ogni sorta, madrasse, moschee, minareti, funduk e, soprattutto, botteghe artigianali dove ci lasciamo incantare e diamo fondo al budget di una intera vacanza: tappeti (da Dar Essaad), foulard lana e seta, teiere in alpacca, puf di cuoio, profumi… solo dal ceramista non diamo soddisfazione; souk dei tintori; Fes el Jedid sulla piazza del vecchio Mechouar vicino a Bab es-Seba la porta verde e blu: medici che preparano amuleti personalizzati, bambini contorsionisti, o meglio, CONTORSIONATI da adulti con pochi scrupoli, ammaestratori di scimmie, mangiatori di vetro e filo di ferro…

2 agosto (Fes – Meknes): Moulay Idriss (tomba del pronipote del Profeta, fondatore di Fes) con il suo minareto cilindrico; Volubils; camping dell’Agdal a Meknes; Bab Mansour.

3 agosto (Meknes – Zeida): Azrou; dopo il bivio per Ain Leuh entriamo nella foresta dei cedri e … e … e… PIOVE!!! Al villaggio c’è una festa berbera. Più avanti, sulle rive dell’Aguelman Wiwane ci sono molte persone che fanno picnic. Pranziamo, a ora di merenda, con le simpatiche scimmie del lago Aguelmane Azigza che notano immediatamente che solo più noi tiriamo fuori del cibo. Verso Itzer per Zeida. 

4 agosto (Zeida – Gole del Todra): Dopo le gole dello Ziz, scendiamo a bagnare i piedi nel lago di Errachidia. Siamo arrivati alle palme e, in alcuni tratti si vede la sabbia. 47° in auto, con aria condizionata. Dopo Tinehrir, giriamo verso le gole del Todra e si apre la vista sulle palmeraie.

5 agosto (Gole del Todra – Gole del Dades): Risaliamo lungo le valli degli orti, attraverso villaggi berberi (?), fino a 2700 mt e caliamo verso Agugdal; proseguiamo fino a Imilchil, per pranzare sulle rive del lago Tislit. Torniamo sui nostri passi fino ad Agugdal e poi troviamo (grazie alle indicazioni di Ibrahim dell’Auberge Restaurant Camping omonimo) la pista per il Dades.

6 agosto (Gole del Dades – Zagora): Valle del Dades; Ouazarzate; casbah di Ait Ben-Haddou; nella valle del Draa cerchiamo, senza successo, il sito rupestre di Tin Zulin; Zagora.

7 agosto (Zagora – Taliouline): Acconsentiamo a visitare una vecchia casa tipica, la Maison Toudra e… ci troviamo da un venditore di varia mercanzia … e portiamo via altri otto tappeti … Trovato il cartello che indica 52 giorni di cammello per Timbouctou, partiamo per la pista tra il palmeto e le casbah. Ci perdiamo in un ingorgo di piste. Ci incastriamo in una casbah dai vicoli troppo stretti. Il caldo polveroso sale e noi finalmente troviamo l’asfalto e rinunciamo alla pista. Pausa con tè e spremute di arancia ad Agdz; verso Tazenakt: caldo, vento, polvere. Taliouline, la città dello zafferano.

8 agosto (Taliouline - Aglou-Plage): Tarudannt (la piccola Marrakech); Agadir;verso Tiznit; raggiungiamo l’oceano dopo Aglou-Plage.

9 agosto (Aglou-Plage – relitto presso Sidi Ifni): Dopo Sidi Ifni ecco il nulla e le scogliere e poi inizia la pista e … finiamo piantati in un oued; 3 ore di lavoro (da parte di operai locali forniti di piastre): Tentiamo di accamparci sulla linea di marea accanto a un relitto … riusciremo ad affogare, data la supermarea che potrebbe presentarsi nella notte di luna nuova (ma non era la luna piena a portare il picco di marea?)? Infatti ci avvertono di risalire e metterci al sicuro. Dopo cena ci raggiungono due pescatori per offrirci tè e sardine fritte. Scambi culinari, culturali e informazioni sulle piste. Tutti al buio: si vedono le stelle cadenti della notte di San Lorenzo.

10 agosto (Sidi Ifni – Plage Blanche): Siamo nella nebbia. Dai vapori spunta un uomo su un asino e poi, quando siamo ormai quasi pronti, torna il pescatore con il tè e le raccomandazioni per la Plage Blanche: tornate a Guelmin, poi non superate l’altro relitto. Troviamo la strada giusta ma, arrivati sul mare, una pista incerta, un oued troppo profondo e, soprattutto le indicazioni del “collezionista di ossa” (portate dal mare) che gestisce l’hotel in stile tardo-hippy della località propriamente denominata “Plage Blanche”, ci consigliano di tornare sui nostri passi per fare un ulteriore tentativo da Tan-Tan. Finalmente le dune e poi … ecco il mare! Peccato che ci sia uno strapiombo e ancora un mare di dune; è già il tramonto e ci accampiamo sulla superduna con vista sull’oceano, lontano forse mezzo km.

11 agosto (Plage Blanche – Amesnaz): Dalla nebbia mattutina emerge lentamente l’oceano. Dopo Agadir, campeggio ad Amesnaz con karaoke in arabo...

12 agosto (Amesnaz – Marrakech): Lungo la costa c’è il solito panorama nebbioso. Saliamo, passiamo la valle delle banane di Tamri e le coltivazioni di argania. Essaouira, la ben progettata; pranzo dai pescatori del porto; CAP 90°, destinazione Marrakech. Place Jemaa el Fna e rientro in calesse.

13 agosto (Marrakech – cascate dell’Ouzoud): Koutubia, Al Mansour, henné sulla piazza, persi nei suk. Ponte naturale di Im ‘n Ifri; Ouzoud.

14 agosto (Ouzoud – Rabat): Visita alle cascate e trasferimento nella capitale. Cena nella medina in un ristorante più unico che tipico che troviamo per caso, camminando col naso all’insù: unici clienti, luci basse … però buono e abbondante, tanto che avanziamo (quasi) tutti un bel po’ di roba.

15 agosto (Rabat – Tangeri): Medina: investiamo ancora diversi dirham in teiere e simili, annusiamo sardine e finiamo nella kasbah: giro sulla terrazza e alla ricerca della torre dei pirati; torre Hassan II e Mausoleo Mohammed V. Tangeri.

16 agosto (Tangeri – Algeciras/Alicante): Prendiamo la Comanav su Algeciras.

17 agosto (Alicante – Salines de Giraud): Comunque si intenda il fuso orario, dormire 5 ore e ½  è pochino. E invece facciamo proprio così, e poi partiamo con quasi 1000 km da fare, inseguendo il mito della Camargue!  Salines de Giraud alle 2 circa. Su la tenda e giù la testa. Ne riparliamo domani.

18 agosto (Salines de Giraud – Les Saintes Maires de la Mer): Giro dello stagno del Vaccares; cena da Chez Charlie per un plateau degustation + buillabasse complete.

 19 agosto (Les Saintes Maires de la Mer – Torino/Cremona): Valle della Durance; Torino ci accoglie con il temporale che cancella la polvere dalle due vetture.

Il contakm della Regina segna 68.307. Ne ha percorsi 8.254.

Viaggio organizzato con il supporto di "Fuorirotta"

"L'ispettore Alì" di Driss Chraïbi

ALBATROS SULLE DUNE      27 dicembre 2003 - 6 gennaio 2004

 EQUIPAGGI:

Angela e Bruno su Land Rover Defender 90

Elisabetta e Giorgio su Mitsubishi Pajero

Martine e Franco su Nissan Terrano II

 27 dicembre 2003: Genova

 28 dicembre: Tunisi; Kairouan; Gafsa

 29 dicembre: Tozeur; Chott El Jerid; Douz

 30 dicembre: verso Tembain

31 dicembre: Bir Tembain e ritorno

1 gennaio 2004: Ksar Ghilane

2 gennaio: Ksar Ghilane

 3 gennaio: Chenini; Tataouine; Matmata; Gabes

 4 gennaio: El Djem; Tunisi

5 gennaio: Sidi Bou Said

 6 gennaio: Genova

Viaggio organizzato con il supporto di "Fuorirotta"

CAPODANNO NEL DESERTO DI SARAGOZZA     27 dicembre 2002 - 4 gennaio 2003

Un deserto europeo… Bellezze  artistiche, architettoniche, paesaggistiche… Voglia di 4x4… ecco gli ingredienti per una mini-vacanza all'insegna di "CHI FA FUORISTRADA A CAPODANNO, FA FUORISTRADA TUTTO L'ANNO"

27 dicembre: lungo trasferimento da Torino a Saragozza.

28 dicembre: primo assaggio di fuoristrada; il road-book   che scegliamo (gentilmente fornitoci dai Lupi della Val Borbera) ci porta sulle serre tra centinaia di generatori eolici che sfruttano il vento che su questi altipiani si fa ben sentire anche oggi.

29 dicembre: il percorso del Baja Espaňa ci conduce, attraverso steppe abitate dalle aquile, verso Huesca.

30 dicembre: giornata dedicata al turismo culturale: visitiamo il Castillo de Loarre e la collegiata di Bolea.

31 dicembre: seguiamo un road-book che si snoda attraverso ampie e veloci piste verso orizzonti sconfinati e che poi si inerpica sulle mulattiere delle serre in direzione di Madrid. Salutiamo l'anno nuovo per le strade di Saragozza.

1 gennaio: dedichiamo il pomeriggio alle visite culturali: la cattedrale La Seo, la basilica del Pilar, l'Aljaferia,…

2 gennaio: giornata all'insegna del consumismo sfrenato: saliamo ad Andorra e ci disperdiamo fra le decine di negozi di elettronica, profumerie, abbigliamento, formaggi, …

3 gennaio: in mattinata giochiamo a dame e cavalieri tre le torri della Cité di Carcassonne; nel pomeriggio raggiungiamo Les St. Marie de la Mer, attraverso i canali e gli stagni della Camargue.

4 gennaio: addio alla vacanza con ostriche e vino bianco in riva al mare, con panini nel fango e foto ai tori.

 L’ISLANDA A MODO NOSTRO     8 – 27 AGOSTO 2001

PROTAGONISTI                                                                                                         

Angela e Bruno su Mitsubishi Pajero,  da Torino – Albatros 4x4.

Barbara e Lele su Nissan Pick-up, da Roteglia (RE)

Milva e Maurizio su Land Rover Discovery, da Roteglia (RE)

8 – 9 – 10 AGOSTO: Torino/Modena - Malmo

11 AGOSTO: Oslo

12 AGOSTO: verso Bergen

13 AGOSTO: Bergen

14 – 15 AGOSTO: in nave; isole Faeroer

16 AGOSTO: Askja

17 AGOSTO: Dettifoss; Krafla; Mývatn

18 AGOSTO: fiordi occidentali; Varmaland; Borgarnes

19 AGOSTO: Reykjavik; Langjökull

20 AGOSTO: Geysir ;Fjallabak; Landmannalaugar

21 AGOSTO: Skaftafell; Vatnajokull; Jokulsarion

22 AGOSTO: Lönsoræfi; Seydisfjörđur

23 – 24 - 25 AGOSTO: in nave; Hanstholm

26 – 27 AGOSTO: rientro al sole italiano!

 

"Il viaggio di ritorno" di Olaf Olafsson

 

Diari di viaggio della Maestrina